Iliosacralgia

Abbiamo due articolazioni sacro-iliache che si trovano a destra e a sinistra tra l’osso sacro e le ali iliache del bacino. Servono per bilanciare il bacino durante la deambulazione, permettendo delle piccole mosse in un piano obliquo antero-latero-posteriore. Per tanto tempo questo movimento sacro-iliaco non era noto e i testi d’anatomia non hanno riconosciuto l’articolazione come mobile. Negli anni 50 il chiropratico Svizzero Dr Illi di Ginevra ha dimostrato con la sua apparecchiatura cinè-radiografica la mobilità delle sincondrosi sacro-iliache e da allora sappiamo che queste giunture sono vere. Conseguentemente  possono, come tutte le altre giunture nel nostro corpo, infiammarsi, degenerare e rimanere bloccate e, fatto più importante, essere anche trattate e curate.

 La malattia più nota delle sincondrosi sacro-iliache è il morbo di Bechterew, che affligge addirittura come primo sintomo queste giunture. L’osso sacro e le ali iliache si incollano assieme  e diventano un osso unico, un “blocco strutturale anatomico”. Il bacino perde la sua elasticità e il camminare parzialmente compromesso. Il morbo di Bechterew si sviluppa poi in su, lungo la colonna vertebrale, durante tanti anni, calcificando i legamenti per rendere anch’essa rigida come una ‘canna da bambù’, segno radiologico caratteristico. Mentre il morbo di Bechterew è prevalentemente una malattiadei maschi, c’è la sacro-ileite che altera le sincondrosi in certe donne dopo il parto. Non c’è cura specifica né per il Morbo di Bechterew né per la sacroileite.

 Anche se i movimenti delle sincondrosi sono molto discreti, la loro disfunzione può causare parecchi disagi: il primo sintomo è il dolore, un dolore locale uni- o bilaterale alla schiena bassa, ca. 5cm di lato dalla linea baricentrica del corpo. Un “blocco funzionale” di una sincondrosi, senza alterazioni ossee, risulta da una postura sbagliata funzionale o da differenze della lunghezza delle gambe o strutturata (scoliosi). Altre cause sono la coxartrosi (artrosi dell’anca), ginocchia mal funzionanti o piedi deformati,  incidenti o cadute, paresi o paralisi muscolare. La cura dell’iliosacralgia è classicamente chiropratica: la liberazione della giuntura tramite la manipolazione mirata. L’infiammazione che accompagna generalmente il blocco della giuntura è trattabile con ultrasuoni o infiltrazioni.

 Il chiropratico, nel suo lavoro quotidiano, esegue le procedure diagnostiche come ogni medico specialista in ortopedia o fisiatria: anamnesi, esame fisico, -ortopedico, -neurologico, esame radiologico, esami di laboratorio ed altro, secondo la necessità clinica, per formulare una diagnosi. Se questa rientra nella sua competenza, procede al trattamento chiropratico - altrimenti - indirizza il paziente da un medico specialista o ospedale per ulteriori accertamenti e cura. Le patologie che il chiropratico accetta comprendono i disturbi neuro-muscolo-scheletrici: sono le disfunzioni delle articolazioni vertebrali con e senza conseguenze neurologiche ed algiche: cervicalgia, cervicooccipitalgia, emicrania, cefalgia, cervico-brachialgia, dorsalgia, intercostalgia, lombalgia, sciatica, scoliosi ecc. Tratta anche con successo le infiammazioni reumatiche e reumatoidi che affliggono le articolazioni e le strutture muscolo-tendinee come la periartrite omeroscapolare, epicondilite, tunnel carpale, coxalgia, gonalgia, tendinite d’Achilleo, metatarsalgia ecc. Vengono anche trattate con successo, sempre con misure naturali ed incruenti, le artrosi e l’artrite, la fibromialgia, l’osteoporosi.

 Il trattamento specialistico del chiropratico (cheir= mano, praktikos= praticare, fare) consiste in manipolazioni specifiche e mirate di tutte le articolazioni del corpo umano, dello scheletro assiale, in particolare della colonna vertebrale e del bacino. L’aggiustamento chiropratico è unico con la sua tecnica precisa mirata in direzione, profondità e velocità. È definito un intervento chirurgico incruento. Può  essere eseguito con successo solo dall’esperto chiropratico con esperienza e pratica quotidiana. La straordinaria maestrìa dei chiropratici con la loro tecnica precisa d’aggiustamento vertebrale e conseguentemente con i fantastici successi terapeutici, hanno permesso la sopravvivenza e lo sviluppo della chiropratica da più di 100 anni. Nessun altro professionista sanitario con corsi di aggiornamento (medico manuale, osteopata, fisioterapista) è mai arrivato a pareggiare i risultati dei chiropratici. Il chiropratico non usa nè farmaci nè bisturi per la sua convinzione e filosofia. Crede della supremazia delle terapie naturali nella maggioranza dei casi a quelle farmacologiche o chirurgiche. Si serve invece, al posto dei medicamenti, delle manipolazioni chiropratiche e di una gamma di terapie ausiliarie fisiche, meccaniche, elettriche, termali ed energetiche come pure le ginnastiche riabilitative. Applica e raccomanda tutte le misure curative e preventive che si verificano nell’interesse del paziente e di una vita sana e felice.

 

 

Info: giorgiobetge@yahoo.com

Tel:  091 970 32 32

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