Tendinite

 

Ogni muscolo alle sue estremità ha dei tendini, ma in base alla sede e alla funzione del muscolo anche la struttura del tendine cambia. Dal punto di vista biomeccanico si distinguono infatti tendini di ancoraggio e tendini di scorrimento. Questi ultimi sono provvisti di una guaina (guaina tendinea o sinoviale) che li protegge durante la loro attività.

 

Le tendinopatie vanno distinte in tendinite, ossia l’infiammazione del tessuto tendineo vero e proprio, in tenosinovite, cioè l’infiammazione della guaina sinoviale che le riveste ed infine  in tendinosi, ossia il processo degenerativo di una o più strutture tendinee. Le tendiniti più frequenti sono l'epicondilite, la tendinite rotulea, la tendinite al ginocchio, la pubalgia, la tendinite alla spalla, la tendinite del bicipite e quella che colpisce il tendine d'Achille.

 

Essa è caratterizzata da tre sintomi:  un dolore e gonfiore alla palpazione diretta del tendine (criterio principale per la diagnosi), un dolore alla sua contrazione muscolare contrastata e un dolore all'estensione passiva forzata del muscolo interessato. La tendinite può essere anche una manifestazione di una malattia sistemica come la gotta e la poliartrite reumatica.  La rottura del tendine, sia completa che parziale, provoca un dolore acuto ed improvviso a seguito di un particolare movimento. Dopo l’attività fisica è possibile che il dolore tenda ad attenuarsi a seguito del riscaldamento, per poi ricomparire al termine dell’esercizio. I tendini hanno una capacità di rigenerazione più lenta rispetto alle strutture muscolari a cui si legano, ma sono anche molto più resistenti e quindi difficilmente lesionabili in condizioni normali. Tuttavia, i ripetuti stimoli di sovraccarico che gli sportivi attuano possono causare microlesioni che in breve tempo le cellule del tessuto non riescono più a riparare.  Nel caso del tendine di Achille, il sovraccarico può essere dato dai continui salti e relativi atterraggi, un eccesso di prono\supinazione del piede con una conseguente trazione al di sopra del normale del tendine ma anche dal correre con i muscoli affaticati visto che la tendinopatiadell’achilleo colpisce solitamente atleti che praticano sport in cui si corre. La tendinite della spalla nasce con movimenti ripetitivi della spalla ed il più delle volte viene sottovalutata e considerata come una conseguenza di un movimento sbagliato che passa in breve tempo. In realtà se diventa una patologia cronica può portare dolore continuo e anche intenso; addirittura può giungere a minare seriamente la forza muscolare dell'articolazione interessata. La tendinite della spalla si trova tra la scapola e l'omero, nella cuffia dei rotatori. Solitamente insorge nelle persone tra i 35 ed i 40 anni.

 

La cura delle tendiniti consiste nel riposo immediato, nell’ applicazione d’impacchi freddi (ghiaccio, crioterapia ad aria surgelata, argilla, pomate fredde) per qualche giorno, finché il gonfire e il dolore maggiore è passato. Dopodiché si possono usare l’ultrasuono, la ionoforesi, la magnetoterapia, la laserterapia, lo stretching e la manipolazione dei tessuti molli ed osteoarticolari, la riflessoterapia, l’agopuntura, la neuroterapia secondo Hunecke (infiltrazioni di sostanze analgesiche), tutte tecniche che un chiropratico ha a portato di mano.


        

Dr Giorgio Betge

091 970 32 32

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