Epicondilite

L’epicondilite viene anche chiamata il “gomito del tennista”, ovviamente a causa del dolore provocato dal movimento ripetitivo del tennista e dagli urti sul gomito. È un' entesopatia, cioè un’affezione dell’inserzione tendinea sull’epicondile laterale (gomito). Un’affezione al gomito mediale si chiama epitrocleite. Tutte e due sono caratterizzate da dolori, infiammazione e/o gonfiore e restrizione del movimento del gomito. Le origini di queste affezioni sono: trauma, sovraccarico sollevando un peso, corrente d’aria, disturbi reumatici o metabolici. Sono tante le circostanze in cui si sbatte casualmente il gomito contro qualcosa, ad esempio uno spigolo di un mobile oppure quando ci si sforza sollevando un peso. La pronazione e supinazione della mano sono controllate dalla muscolatura situata tra gomito e polso. Gli sforzi dei muscoli brachioradialis ed extensor carpi radialis, muscoli sollecitati nell’avvitare delle viti o aprendo una serratura arrugginita, causano la miofibrositi, associata con l’epicondilite. In questi casi non sono soltato soltanto implicate le giunture tra omero, ulna e radio, ma anche i legamenti e muscoli della regione. Nel punto più sporgente quando pieghiamo il gomito, si trova la “bursa olecrani” che, in caso d’infiammazione si riempie di liquido sinoviale. Può assumere dimensioni notevoli come se si avesse una mela sotto la pelle del gomito. La gotta può essere responsabile di questo fenomeno.

La diagnosi dell’epicondilite  è tratta dall’anamnesi e della sintomatologia. La palpazione è una parte importante nella determinazione dei tessuti ammalati. I test dei movimenti attivi, passivi e della forza muscolare danno ulteriori informazioni. Le radiografie, la risonanza magnetica o esami di laboratorio sono necessari solo in casi particolari. 

L’epicondilite e l’epitrocleite nella fase acuta sono trattate primariamente a domicilio, con impacchi antiflogistici come ghiaccio o argilla. In ambulatorio queste patologie sono affrontate con aria surgelata a -35°C. Una volta calmata l’infiammazione, la manipolazione chiropratica dell’articolazione scioglie il blocco articolare e ristabilisce la funzione normale delle tre giunture del gomito: quella omero-radiale, omero-ulnare e radio-ulnare. La muscolatura miofibrotica viene curata ai punti di riflesso, con massaggi, crioterapia, elettroterapia, ultrasuoni e impacchi antiflogisitci. In certi casi aiuta la fascia di compressione (tutore) per il muscolo brachio-radialis. I risultati delle cure sono migliori negli stadi acuti. Nei casi cronici si richiede tempo e pazienza sia da parte del paziente, sia nel terapeuta. 

Una specifica prevenzione per l’epicondilite non esiste, salvo, in certi casi, di smettere di giocare a tennis. Una volta guarito da un episodio, non ci vogliono esercizi particolari, perché è la natura stessa del gomito di muoversi sempre, per qualsiasi lavoro quotidiano che facciamo.

 

Info: giorgiobetge@yahoo.com

Tel: 091 970 32 32 

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