Coxartrosi

Si tratta  dell’artrosi  dell’anca,  l’articolazione  tra  la  testa  femorale e l’acetabolo  del  bacino,  chiamata l’articolazione coxofemorale. Il compito delle anche è di sostenerci sulle gambe in posizione eretta e di permetterci di camminare grazie al loro movimento. Tra le parti ossee delle anche, tra le teste femorali e gli acetaboli, si trovano le membrane sinoviali, contenenti il liquido sinoviale che è lubrificante. Il liquido contiene enzimi proteolitici che puliscono il liquido stesso da abrasioni di cellule che si formano durante l’uso. Gli enzimi proteolitici aumentano la loro attività con l’aumento della temperatura. In caso di sovraccarico, trauma o fattori reumatici, il  corpo reagisce con un processo infiammatorio. Se l’infiammazione nell’anca persiste per un periodo prolungato di tempo, gli enzimi proteolitici non puliscono solo i residui rimasti nella giuntura, ma aggrediscono anche i tessuti sani fino alla loro disintegrazione completa. Il consumo della cartilagine procede fino al punto in cui la superficie della testa femorale e dell’acetabolo che si toccano, osso su osso. In questo caso manca ogni tipo di lubrificazione e protezione: il corpo reagisce con la formazione d’artrosi (degenerazione) fino al blocco completo della giuntura. Nei primi stadi si parla di una pre-coxartrosi; dopo di una coxartrosi vera e propria. Quando il processo giunge allo stadio finale, rimane solo l’intervento chirurgico con la protesi totale. Negli stadi antecedenti è indicata una cura conservativa che porta in tanti casi a buoni risultati.

Sovente, il paziente non si accorge dell’infiammazione cronica all’anca stessa, poichè vengono percepiti solo sintomi remoti dall’articolazione coxofemorale. Di frequente il paziente accusa dolori all’inguine,  alla parte anteriore della coscia, al ginocchio e non all’anca dove il processo patologico è  in corso. Si parla di un dolore riferito o fantomatico - lo stesso fenomeno che incontriamo nel caso di amputazione di un arto - dove il paziente si lamenta di dolori a una parte del corpo che non esiste più. Ho visto casi di pazienti che hanno effettuato terapie durante mesi, applicate per errore al ginocchio invece che all’anca (evidentemente senza miglioramenti). Nel dubbio, un test semplice ci indica la causa del dolore: si chiama FABERE (Flessione, Abduzione, Rotazion Esterna). Il test è più semplice da eseguire che da descrivere. Ci si sdraia sul letto e si mette il tallone di una gamba sul ginocchio dell’altra. In questa posizione si dovrebbe poter abbassare il ginocchio flesso finché non tocchi il letto. In caso di un’infiammazione o di una pre-coxartrosi, la manovra FABERE è dolorosa da eseguire;  quando la coxartrosi si è già consolidata, la manovra potrà essere eseguita soltanto parzialmente, a causa della restrizione del movimento. Quando l’anca comincia ad essere limitata nei movimenti, i sintomi si manifestano non solo all’inguine, alla coscia e al ginocchio, ma anche al bacino e alla schiena. All’esame statico in piedi, si possono osservare svergolamenti del bacino oppure un’eventuale differenza congenita o acquisita (fratture), della lunghezza delle gambe. Nel camminare il paziente zoppica. Assieme alla radiografia del bacino e delle anche si può formulare la diagnosi “coxartrosi”.

A causa della posizione dell’anca in profondità nel nostro corpo, la terapia della coxartrosi è problematica. Il trattamento dell’anca con una fisioterapia convenzionale non dà risultati. La terapia all’avanguardia, di recente scoperta per questa applicazione, è la magnetoterapia: si tratta di onde elettromagnetiche pulsate, che penetrano attraverso tutti i tessuti per arrivare fino all’articolazione dell’anca. Guarisce le infiammazioni con la sua proprietà energetica e antiflogistica (atermica). I dolori diminuiscono dopo qualche applicazione. Adesso il paziente potrà cominciare con la riabilitazione passiva ed attiva dei movimenti dell’anca, che prima, a causa dei dolori, erano impossibili da eseguire. Allo stesso tempo si tratta anche la schiena con manipolazioni chiropratiche. Il numero dei trattamenti varia dallo stadio della coxartrosi: da poche sedute fino a cure da 2-3 mesi.

 

Info: giorgiobetge@yahoo.com

Tel: 091 970 32 32

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